La Notte del Liceo classico incanta
il pubblico di Sondrio

La cultura antica, così come i miti greci e romani sono ritornati prepotentemente attuali, in un mix tra classicità e nuove tecnologie, finzione e realtà, complice una recitazione da primi attori

Sondrio

Incanta il pubblico la sei ore no stop della Notte nazionale del liceo classico, celebrata ancora una volta con successo venerdì dal liceo Piazzi del polo liceale Città di Sondrio, dove la cultura antica, così come i miti greci e romani sono ritornati prepotentemente attuali, in un mix tra classicità e nuove tecnologie, finzione e realtà, complice una recitazione da primi attori.

Il merito - e gli applausi a più riprese ne sono stati la testimonianza - va agli studenti dello storico liceo classico, unico in provincia: attori intraprendenti e disinvolti hanno portato in scena in contemporanea dalle sei di pomeriggio a mezzanotte quattro proposte teatrali, frutto di altrettanti laboratori, sotto la regia di Valeria Grassi docente di latino e greco, referente dell’evento, vissuto in contemporanea da oltre 350 licei classici italiani, oltre a 17 stranieri. Non solo attori, ma anche musicisti superlativi: sia in apertura di serata, che durante le sei ore, si sono esibiti nell’atrio, chi proponendo inediti scritti di proprio pugno, chi cantando successi musicali, chi suonando pezzi classici.

Un’apoteosi di creatività, arte e cultura, espressione degli studenti stessi, come ha rimarcato Grassi: «Ogni rappresentazione è stata interamente realizzata e ideata dagli studenti, che si sono dimostrati ancora una volta, e non c’erano dubbi, creativi - ha posto l’accento la prof di latino e greco che ha presentato il programma al pubblico - e capaci di collaborare tra loro». Tutti, nessuno escluso, dalla classe prima alla quinta, con un centinaio circa di giovani che non hanno esitato a mettersi in gioco: «Hanno lavorato instancabilmente in orario extracurricolare, mettendo a disposizione con impegno e passione il loro tempo libero, vivendo la scuola in modo diverso».

A fare gli onori di casa la dirigente, Giovanna Bruno, che si è complimentata con studenti e insegnanti: «Siate fieri di poter frequentare e di aver frequentato il liceo classico, una scuola che offre strumenti di lettura e vita ancor oggi attuali: l’impegno e la riflessione lenta sono valori indispensabili per vivere in un mondo come quello attuale che va veloce». Dalla preside l’invito a «riflettere, perché è attraverso il dubbio che si costruisce il futuro. Miei cari studenti e studentesse costruite ponti e abbattete muri».

Al pubblico solo l’imbarazzo della scelta, godendosi rappresentazioni di diversa natura. A partire da “Un mare di miti”, racconti legati alla mitologia del mare, peraltro in sintonia con il tema guida dell’edizione 2025 della Notte nazionale del liceo classico, nata 11 anni fa da un’idea di Rocco Schembra, che era “Mediterraneo e migrazioni”, come “Mare in mezzo alle terre, terre in mezzo al mare”. Coinvolgente e ricca di colpi di scena, con un finale a sorpresa da togliere il fiato, “Sei personaggi in cerca di drammaturgo”, ovvero una rilettura tra passato e presente dell’opera di Pirandello, immaginando cosa succederebbe se i sei personaggi incontrassero una tragedia andata perduta. Rifacendosi al capolavoro di Molière hanno invece ideato “Don Giovanni cerca moglie”, rappresentazione, in cui anche la tecnologia è entrata in gioco, con un telecomando della tv ora ad accelerare, ora a bloccare un don Giovanni, che si trova a fare i conti con un presente diverso da quello in cui ha spopolato facendo strage di cuori. E ancora “Una storia quasi vera”, ideato rileggendo “Storia vera” di Luciano, autore del secondo secolo dopo Cristo. Da ultimo, ma non meno apprezzato “Teatraccio - Le marionette del Decameron”, con letture di Boccaccio, riviste dai giovani, proposte usando un vero teatro di marionette. Alle 23,30 in contemporanea con gli altri licei, è stato letto un testo della poetessa Saffo, il frammento 168b Neri (=168b Voigt) - “Tramontata è la luna” il titolo -, con le traduzioni di Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi, di Cesare Pavese e di Salvatore Quasimodo, con cui si è conclusa una notte all’insegna della cultura classica, cioè di quella cultura che non passa, «perché risponde al bisogno più profondo della persona umana» la sottolineatura della preside.

© RIPRODUZIONE RISERVATA