I cinquant’anni dell’Hockey Chiavenna

Chiavenna

Si è colorato ancor più di verdeblù il palaghiaccio di Chiavenna, sabato sera, per la prima partita dei playoff del campionato Ihl Division 1 che ha coinciso con i festeggiamenti dei 50 anni dell’Hockey club Chiavenna che, da due stagioni a questa parte, è diventato Hockey club Chiavenna 1975.

Un sodalizio sorto cinque decenni fa su spinta di Franco Pozzoli, grande appassionato di hockey, presidente del Circolo Pattinatori Chiavenna, colui che ha donato i primi impianti per la produzione del ghiaccio e che ha dato il via al tutto. Trascinando altri in questa avventura e trasmettendo la sua passione a tante persone, ai suoi famigliari, in primis, e a rappresentarli sabato, al palaghiaccio, c’era Gianpaolo Pozzoli, già sindaco di Chiavenna.

L’uomo del ghiaccio, lo si potrebbe definire Pozzoli «che chiamavo il “piscèn”» ci ha detto Andreino Ovidio Peron, 93 anni ottimamente portati, fra i fondatori e primo presidente del club. «É stato Franco - ci ha detto Peron - a chiedermi di aprire all’hockey, a Chiavenna, è io l’ho seguito. Abbiamo iniziato ad incamminarci su questa strada, abbiamo fondato la società, e i ragazzi sono arrivati. Ci sono stati sempre». Un legame forte quello di Chiavenna e dei suoi giovani con l’hockey tanto che ci viene spontaneo chiedere ad Andreino Peron da cosa dipenda. «Dal fatto che non c’era nessun’altra possibilità di fare sport, in città, se non il calcio e l’hockey - dice Peron -, e questo attaccamento è rimasto. Anche adesso, che ci sono altre possibilità di scelta, l’hockey resiste, anzi, è molto seguito».

Come mai?, è d’obbligo chiedere. «Perché l’hockey è l’hockey - risponde Peron con semplicità disarmante, lui che, a sua volta, è stato portiere -. É uno sport veloce, che attira tantissime persone, basti vedere quante ce ne sono sugli spalti anche stasera, è una festa». Ed è stato proprio così. Una festa per i fondatori dell’hockey chiavennasco presenti alla serata, Andreino Peron, Giuliano Fognini, Alberto Gallegioni, Silvano Molinetti, Sergio Boffi, Gianpaolo Pozzoli, Paolo Pedroni, Adriano De Tanti, che non ha potuto esserci di persona, e Claudio Gallegioni, compianto, e ricordato in campo con affetto.

Ma una festa anche per i presidenti che si sono succeduti alla guida dell’Hc Chiavenna a partire da Peron stesso, che lo è stato dal 1975 all’89, seguito da Enzo Bonazzola, che ne ha preso il testimone gestendo il club nella prima tornata fino al 1997, e poi dal 2010 al 2021, e ancora Lucio Guanella, attuale team manager del club e da 45 anni nell’hockey chiavennasco, e, ancora, Raffaele Scordamaglia, rappresentato dal figlio Max, direttore del Centro sportivo Valchiavenna, e Arturo Martocchi, presidente negli ultimi due anni della società storica, prima che venisse fondato l’Hcc1975 con Rudy Tenca, primo presidente, il quale, in questa stagione, ha passato il testimone a Carlo Marolda.

Tutti schierati sul tappeto blu steso a bordo campo fra i tre tempi della partita, chiamati da Chris Nava, il presentatore e a sua volta storico giocatore del Chiavenna, a prendersi i meritati applausi unitamente alla sciarpa e alla maglia del 50esimo del club. I primi a sfilare e ad avere l’onore dell’ingaggio sono stati Giulio Gusmeroli, che ha giocato, allenato e insegnato a pattinare a più di 100 ragazzi e Alex Bongianni, portiere del Chiavenna col maggior numero di presenze in campo e che tutt’oggi supporta il club in ogni partita. Poi, onore alle leggende, allenatori e atleti, con una stella a bordo campo attorno alla quale si sono riuniti tutti, il mitico Karel Blazek, ceco, residente a Lugano, coach verdeblù negli anni ’80, quelli della prima volta del Chiavenna in serie B. Al suo fianco e accanto al coach Fognini storici giocatori come Stefano Antinori, Pietro Del Curto, Guido Nava in collegamento video, Cristian Sciaini, Luca Risciotti, Luca Pandini, Nicola Conforti, Paolo Cantele, Doriano Guinzani, David Stricker. Altre leggende non erano presenti, ma i loro nomi sono riecheggiati davanti alla curva dell’Hcca84, agli spettatori, agli sponsor: Polasek, Shastin, Anisin. Nomi scolpiti nella storia verdeblù.

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