Festa per la Coppa Davis a Sondrio. Tanti appassionati a Palazzo Muzio

Maurizio Salomoni: «Privilegio ottenuto anche grazie all’imponente attività tennistica che si svolge in valle»

Sondrio

Ha 125 anni e li porta benissimo. La visione diretta della “Coppa Davis”, forse il più antico e prestigioso trofeo sportivo del mondo – in mostra nella giornata di oggi nella sala consiliare della Provincia di Sondrio – è davvero uno spettacolo. Parliamo, prima, della sensazione visiva. Il cronista era rimasto alla convinzione che questa fosse la famosa insalatiera degli inizi e, invece, ci siamo trovati di fronte a un oggetto monumentale. Con il passare del tempo, infatti, alla coppa originaria si è aggiunto un grande vassoio, ma, soprattutto, il trofeo è stato molto rialzato con uno “stelo” speciale, con grandi anelli lavorati, in cui sono contenuti i nominativi dei vincitori. Uno “stelo”, quindi destinato a divenire ancora più alto con il passare delle edizioni. Alla sensazione visiva, più immediata, si aggiunge quella emozionale che questo trofeo, da oltre un secolo, è simbolo di eccellenza ed è stato alzato dalle mani dei maggiori campioni di questi sport. Recentemente, come sappiamo, anche dagli azzurri che si sono imposti trionfalmente nelle edizioni del 2023 e 2024, riportando quindi alla memoria l’ormai lontana affermazione del 1976.

Il prestigio, anche dimensionale, della Coppa Davis s’impone subito, all’ingresso del salone della Provincia, ma non possiamo certo dimenticare l’omologo trofeo che l’affianca, il “Billie Jean King”, destinato alla squadra più forte del mondo nel settore femminile. Anche questa è una grande coppa, relativamente più giovane: mentre la Davis, infatti, è nata nel lontanissimo 1900, l’avvio della King, che ricorda una grande tennista statunitense, risale al 1963.

Lo scorso anno, come molti sportivi sapranno, ha registrato la felicissima accoppiata azzurra tra maschi e femmine (i nomi più popolari sono quelli di Jannik Sinner e Jasmine Paolini). Le donne, nell’albo d’oro, vantano ben cinque successi, l’ultimo dei quali, appunto, è dello scorso anno. La piccola curiosità è che alla conquista di questo trofeo ha contribuito anche, indirettamente, un convalligiano: infatti, nel quintetto ultimo figura Elisabetta Cocciaretto – negli anni delle giovanili a lungo in doppio con la valtellinese Federica Rossi –, allenata dal tecnico sondriese Fausto Scolari.

A partire dalle 9.30, nel salone, si sono succeduti parecchi visitatori e il flusso è di molto aumentato nel pomeriggio: la maggior parte ha voluto posare mettendosi tra i due trofei, vigilati, a distanza, da una guardia armata. Verso le 17, sono arrivati anche i ragazzini della scuola tennis sondriese, i cui numeri si stanno dilatando, perché i successi azzurri fanno scattare meccanismi d’imitazione.

A seguire l’intera giornata il maestro Maurizio Salomoni, mentre il padre Orlando si è unito nel pomeriggio. «Siamo grati a Davide Menegola, presidente dell’Amministrazione Provinciale, che con la sua pronta adesione alla candidatura, ci ha permesso di ospitare una delle tappe del prestigioso Tour, che toccherà tutte le grandi città italiane. Sondrio è tra le più piccole, ma ha ottenuto questo privilegio anche grazie all’imponente attività tennistica che si svolge in valle».

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