Calcio, Di Nunno show dalla Gialappa’s. In onda le sue “uscite” lecchesi

Lo storico patron protagonista della promozione in Serie B nelle clip su Tv8

Lecco

Paolo Di Nunno, storico presidente della promozione in serie B del Lecco, ora alla Baranzatese in Eccellenza (con il fido Capogna), fa sempre notizia. Ma questa volta lo fa suo malgrado, non volendo. Nel senso che a prenderlo di mira è stata la mitica Gialappa’s Band che nel programma in onda su TV8, Gialappa’s Night, a mezzanotte del 22 gennaio, ha riproposto alcune delle “pieces” teatrali migliori, più trascinanti, dell’ex presidentissimo. Dallo sfogo contro la presidentessa della Pro Patria (che era davanti a lui, ma che lui non conosceva) Patrizia Toia, in serie D, fino alla passeggiata in motocarrozzella elettrica in Lecco-Pordenone dei play-off, passando poi allo sfogo dal balconcino del Rigamonti-Ceppi in Lecco-Palermo della scorsa, disastrata, stagione.

Non che sia facile commentare questi sfoghi, se non si conosce il personaggio. Ma la “macchietta” è presto fatta se ci si chiama Gialappa’s e anche Diego Abatantuono e Walter Zenga sono andati a nozze con il vecchio “pres” bluceleste. Impossibile non impazzire nell’ascoltare l’accusa di aver pagato l’arbitro di un Di Nunno furioso dopo lo scontro interno con la Pro Patria: fu una partita effettivamente pazzesca ma la presidentessa Toia e la Pro Patria non c’entravano nulla. E l’arbitro di sicuro non era stato pagato da nessuno. Ma lo sfogo di Di Nunno fu durissimo e talmente esagerato da rientrare nei pezzi più comici di sempre del “Post gara” di una partita di calcio. Come, pure, il battibecco tra lui e il portiere del Pordenone, quando, espulso, Di Nunno gli passa nell’area piccola. E al «pres lei non può passare di qui» Di Nunno lo apostrofa malamente e poi gli fa notare che il «campo è mio, l’ho pagato io».

Ma anche il battibecco e i lamenti contro la Curva Nord, che segnò probabilmente la rottura definitiva di quella dirigenza con il tifo bluceleste, fu ilare. Perché Di Nunno a un certo punto, davanti a uno stadio strapieno, si mise a discutere con un singolo tifoso come fosse una questione tra di loro. Peccato ci fosse di mezzo l’impianto di amplificazione dell’intero stadio. Insomma, uno show. Pagato a caro prezzo da Di Nunno, inascoltabile, irricevibile, esagerato, sopra le righe. Ma che non toglie i meriti calcistici e sportivi di quella presidenza pittoresca, folcloristica, capace di far ridere e piangere, ma anche capace di costruire il miracolo serie B. Questo i Gialappa’s non l’hanno sottolineato, non faceva di sicuro ridere un Lecco dopo 50 anni in serie B, ma chi tifa Lecco lo sa bene.

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