Della Bordella conquista la vetta del Cerro Piergiorgio

Il Ragno di Lecco insieme al bergamasco Dario Eynard e al veneziano Mirco Grass hanno completato la via “Gringos Locos”, che Maurizio Giordani e Luca Maspes tentarono nel 1995 sul versante nord-ovest della montagna della Patagonia

Lecco

Il Ragno di Lecco, Matteo Della Bordella, insieme all’alpinista bergamasco Dario Eynard ed al veneziano Mirco Grass, venerdì 28 febbraio hanno raggiunto la vetta del Cerro Piergiorgio (2719 metri di altezza nel gruppo del Fitz Roy), completando la via “Gringos Locos”, che Maurizio Giordani e Luca Maspes tentarono nel 1995 sul versante nord-ovest della montagna. È questo il risultato più importante della spedizione in Patagonia del CAI Eagle Team, finanziata dal Club alpino italiano, coronamento del progetto formativo durato due anni.

Il Cai Eagle Team è stato un progetto voluto dal Cai, che intendeva consentire ad alcuni giovani alpinisti, guidati da un tutor (il nostro Matteo Della Bordella), di scalare sulle pareti di granito delle grandi montagne della Patagonia. «La conclusione logica del cammino intrapreso dai ragazzi è proprio la Patagonia - aveva affermato Matteo Della Bordella –. La Patagonia di oggi, pur presentando una logistica complessa, rappresenta un punto di transizione ideale: più accessibile rispetto a Groenlandia o Himalaya, ma sicuramente un passo avanti rispetto alle Alpi. Per me, poi, queste montagne hanno un valore personale enorme e credo possano aiutare i ragazzi a completare il loro percorso di apprendimento».

E così è stato. La via “Gringos Locos” ha uno sviluppo totale di 27 tiri, con difficoltà massima di 7a/A2. Nei tratti più difficili, i tre alpinisti hanno alternato passaggi in libera a tratti in artificiale. La cordata è arrivata in vetta alle tre del mattino di venerdì 28 febbraio, per poi scendere immediatamente, evitando così l’arrivo del maltempo. «Siamo veramente al settimo cielo per questa nuova via; - ha spiegato Della Bordella – è una delle più belle e difficili che io abbia mai fatto, unica nel suo genere: affronta una parete verticale, senza evidenti fessure che indicano una linea naturale, e la risale con uno stile pulito. Non poteva esserci miglior conclusione del progetto CAI Eagle Team: abbiamo realizzato una spedizione complessa, che ha messo alla prova tutti i partecipanti nel loro battesimo con le montagne più belle al mondo».

L’apertura della via “Gringos Locos” è stata accolta con grande soddisfazione da Antonio Montani, presidente generale del Club Alpino Italiano: «Sono orgoglioso del fatto che il Cai sia riuscito a riproporre un alpinismo di alto livello partendo dal coinvolgimento dei giovani alpinisti, ragazzi e ragazze che hanno dimostrato non soltanto doti tecniche, ma quello spirito di aggregazione che permea da oltre un secolo e mezzo il nostro sodalizio».

Anche l’alpinista Maurizio Giordani, arrivato in Patagonia per seguire la salita, si è complimentato con i ragazzi: «Questo risultato è la perfetta conclusione di un progetto storico, che rimane nei miei ricordi come un’avventura irripetibile».

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