Sull’Ucraina Trump ha gettato
la maschera

La maschera, già consunta, è stata gettata. La notizia della decisione di Donald Trump di sospendere l’invio di aiuti militari Usa all’Ucraina è ancora più grave della rovinosa lite alla Casa Bianca con il presidente Zelensky di qualche giorno fa. E questo non solo perché condanna il Paese aggredito in questa guerra criminale scatenata dalla Russia a subire condizioni catastrofiche proprio da parte di chi lo aveva finora attivamente sostenuto, ma soprattutto perché conferma in modo definitivo l’intenzione di Trump di schierarsi al fianco di Vladimir Putin.

Il quale Putin, ovviamente, di fronte a un nemico progressivamente disarmato – si calcola che le scorte attuali di armi permettano all’esercito ucraino di resistere ai ritmi correnti non oltre la fine della prossima estate – ne approfitterà per infierire e arraffare sul campo di battaglia tutto quello che potrà. Altro che pace giusta: assisteremo orripilati alla imposizione della legge del più forte, come negli anni Trenta. Anni in cui Hitler approfittò prima dello sciocco pacifismo delle potenze democratiche europee per incamerare Austria e Cecoslovacchia, per poi mettersi d’accordo con Stalin per dividersi Polonia e Repubbliche baltiche e infine tradire il medesimo Stalin credendo – al colmo dell’arroganza militarista tipica della Germania di quel tempo – di poter conquistare perfino l’Unione Sovietica.

Sappiamo dai libri di Storia che il disegno hitleriano fallì, ma al prezzo di oltre 70 milioni di morti, vittime del più mostruoso conflitto mai vissuto dall’umanità. Il principale punto in comune con le inquietanti vicende attuali è nell’apparente incredibilità di ciò cui assistiamo. Anche oggi ci sembra impossibile che i leader di Paesi civilizzati seguano a testa bassa politiche scriteriate che possono condurci dritti dentro una guerra europea mentre si blatera di pace. Blatera, sì. Perché quella che Trump vuole imporre all’Ucraina non è una pace, ma una tragica sottomissione alla volontà sua e di Putin, il quale non fa mistero di voler andare fino in fondo con i suoi “obiettivi”, come li definisce asetticamente. E che quindi non si fermerà affatto all’Ucraina.

Ma com’è possibile, si trova costretto a chiedersi con disagio oggi perfino chi di solito non si interessa di questioni internazionali, che proprio gli Stati Uniti si alleino di fatto con il loro nemico di sempre, quella Russia i cui metodi brutali e le cui ambizioni imperiali non sono mai cambiate? Com’è possibile che Trump e i suoi fedelissimi, a cominciare dal suo vice JD Vance, capovolgano la realtà sciorinando incredibili bugie sulla questione ucraina che ricalcano alla perfezione quelle della falsa propaganda del Cremlino? Che parlino di “Zelensky dittatore” mentre il dittatore che trucca le elezioni e uccide o esilia i suoi avversari politici è Putin; che accusino l’Ucraina di aver cominciato la guerra mentre è vero il contrario; che incolpino Zelensky di non aver cercato la pace mentre è Putin che ha scatenato la guerra mentendo fino all’ultimo minuto sulla sua intenzione di invadere l’Ucraina? Qual è l’interesse americano in questo pazzesco sovvertimento della realtà?

Seguire la logica di Donald Trump è impresa ardua, perché la sua mente è guidata più dal cinismo e dai rancori personali che dalla razionalità. Egli è un narcisista da manuale, gli importa solo di se stesso e questo è purtroppo un tratto tipico dei dittatori e degli aspiranti tali. Disprezza i deboli e li maltratta, mentre s’intende con i suoi simili: Putin, nella circostanza, e il cinese Xi Jinping in prospettiva più ampia. Se ci riuscirà, si spartirà l’Ucraina e le sue ricchezze con Putin dopo aver tolto di mezzo Zelensky con qualsiasi mezzo (un assassinio non sembra più tanto impossibile), e punterà a una nuova divisione dell’Europa in ottocentesche zone d’influenza che passeranno sopra la volontà di qualsiasi popolo. E questo previa demolizione dell’Unione Europea, bestia nera di Trump e di Putin e dei loro disegni egemonici perché sola in grado di fare massa per resistervi.

Quanto alla Cina, si vedrà. I più disposti a credere che Trump abbia una visione strategica globale (noi non lo crediamo) pensano che voglia staccare Putin da Xi per indebolire Pechino: ma Putin non ha alleati, solo convenienze, e farà quello che gli pare, il suo disegno rimanendo la distruzione dell’attuale ordine internazionale egemonizzato dall’Occidente, d’intesa coi cinesi. Con Trump alla Casa Bianca, rischia purtroppo di riuscirci molto presto.

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