
Economia / Sondrio e cintura
Mercoledì 02 Aprile 2025
Sondrio, una sfida verde per il bene del territorio. «Secam è dei cittadini»
Il direttore generale Andrea Portolani parla a Unica Tv: «Gestiamo acqua e rifiuti in un territorio difficile, ma i risultati arrivano»
Sondrio
È una delle aziende più chiacchierate della provincia, spesso finisce nel mirino delle critiche, ma è anche una delle realtà più capillari e strategiche per il benessere quotidiano di migliaia di cittadini. Secam, società pubblica controllata dai 77 Comuni, dalle Comunità montane e dalla Provincia di Sondrio, è oggi al centro di una vera e propria “rivoluzione verde”.
A raccontarne lo stato di salute, gli obiettivi e le sfide, è il componente del Cda e direttore generale Andrea Portolani, intervistato nel corso della trasmissione Valtellina Dieci in onda su Unica Tv canale 75. «Secam è dei cittadini», ha sottolineato Portolani, spiegando come il suo ruolo sia spesso frainteso: «Gestiamo due servizi essenziali e complessi (acqua e igiene urbana) e, come ogni servizio a pagamento, finiamo sul libro nero degli ‘antipatici’. Ma quello che facciamo è indispensabile, e spesso sottovalutato».
Territorio difficile, tariffe tra le più basse. Il primo grande ostacolo è la morfologia del territorio: una provincia montuosa, con grandi dislivelli e bassa densità abitativa. «Nonostante questo – ha ribadito Portolani – abbiamo tariffe tra le più basse d’Italia, e offriamo un’acqua riconosciuta come eccellente, senza i problemi che affliggono altri territori». Lo stesso vale per il servizio rifiuti, «puntuale, preciso, e con standard che molti, arrivando da fuori, paragonano alla Svizzera». Tema centrale dell’intervista è stato il nuovo modello di raccolta differenziata, avviato in via sperimentale ad Albosaggia e recentemente esteso a Sondrio.
«Abbiamo avuto un calo del 40% dell’indifferenziato ad Albosaggia, segno che la strada è giusta», ha spiegato. «Ma i benefici economici per i cittadini arriveranno tra due anni, perché la tariffazione segue un sistema differito. Per ora bisogna investire». Un investimento che non è solo economico, ma anche culturale: «Serve tempo per abituarsi a nuovi calendari e contenitori. Ma più si differenzia, meno si paga. A regime, questo porterà a tariffe personalizzate, premiando i comportamenti virtuosi». «La comunicazione è una delle sfide più grandi – ammette Portolani –. Lettere, opuscoli, incontri pubblici e ora anche l’intelligenza artificiale: stiamo usando ogni strumento per dialogare con i cittadini. E vogliamo coinvolgere anche le scuole, perché i bambini sono i veri ambasciatori del cambiamento».
Altro fronte caldo è quello del servizio idrico. «Abbiamo ereditato reti vecchie e ammalorate, spesso in condizioni igieniche al limite. Ma negli ultimi anni abbiamo investito con grande attenzione alla qualità, preferendo interventi duraturi ai rattoppi». Grazie al Pnrr, Secam sta ora lavorando alla “distrettualizzazione” delle reti e all’introduzione di contatori intelligenti: «Un passo decisivo per ridurre perdite e migliorare la fatturazione». Il futuro passa anche dall’energia: «Abbiamo campi fotovoltaici e un impianto a biogas a Postalesio che vogliamo riattivare entro l’estate. Dobbiamo puntare all’autosufficienza, specie in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, un banco di prova importante anche per la nostra immagine».
Nonostante gli slogan “Secam ladri” sui muri, i sondaggi parlano chiaro: «Sia gli utenti che gli operatori del settore ci premiano con punteggi tra i più alti a livello nazionale. È la dimostrazione che, al di là delle difficoltà, stiamo facendo un buon lavoro». E la chiusura è tutta nel tono di chi conosce le critiche, ma guarda avanti con realismo: «Possiamo fare di più? Sì. Dobbiamo fare meglio? Certo. Ma ce la stiamo mettendo tutta. E con la collaborazione dei cittadini, questa rivoluzione verde sarà un successo per tutti».
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