«Polizze sulle catastrofi, ennesima spesa»

Legge di bilancio . Chi non si assicura non verrà sanzionato, ma non potrà partecipare a contributi e bandi pubblici. Vavassori (Confapi Lecco e Sondrio): «Trasferito alle aziende un onere di cui dovrebbe occuparsi lo Stato»

Lecco

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto per le imprese la sottoscrizione di polizze assicurative a copertura dei danni per eventi catastrofici e calamità naturali. Chi non lo fa non è sanzionabile ma perde il diritto di partecipare a contributi e bandi pubblici, mentre sono sanzionabilli le assicurazioni se respingono la richiesta da parte di clienti.

Scopo ultimo della copertura assicurativa obbligatoria contro eventi catastrofali (Cat Nat) nasce per consentire alle imprese di affrontare meglio situazioni di emergenza andando così ad abbattere la richiesta di aiuti pubblici nel momento in cui gli eventi avversi si verificano.

Da un lato si tutela dunque sia il patrimonio aziendale sia la continuità operativa con una protezione finanziaria in grado di distribuire il rischio tra aziende, compagnie assicurative e finanze pubbliche. Sismi, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane sono l’oggetto delle nuove garanzie assicurative che vedono già le imprese a confronto con gli assicuratori per definire le polizze che per le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) vanno sottoscritte entro il 31 marzo ma con un periodo transitorio fino al 30 giugno per consentire il nuovo adeguamento, mantenendo aperta la possibilità di accedere a incentivi e contributi per chi ancora non abbia sottoscritto la polizza. Per le medie imprese (50-250 dipendenti) la polizza va sottoscritta entro il 30 settembre, mentre per le piccole e medie imprese c’è tempo fino al 31 dicembre 2025.

Negatività

«Questa misura è un altro modo per trasferire a privati e partite Iva cose che dovrebbero essere sistemate dallo Stato – afferma il presidente di Confapi Lecco e Sondrio, Enrico Vavassori - La cura del territorio e la prevenzione dei rischi deve essere a carico dello Stato se parliamo da frane, alluvioni e disastri derivanti da eventi atmosferici. In sostanza un nuovo balzello per le aziende in un momento non facile dell’economia generale. Fra le nostre imprese il clima su questo tema è piuttosto negativo».

Vavassori aggiunge che buona parte delle imprese iscritte che si trovano in prossimità di corsi d’acqua o di frane hanno pressoché tutte già un’assicurazione, «quindi in tali casi si tratterà di fare delle integrazioni, come ho fatto io per la mia azienda che si trova in prossimità di un ruscello che in caso di maltempo molto forte può diventare rischioso. Ora ho integrato l’assicurazione anche per gli eventi sismici».

Sempre sul fronte delle imprese, il direttore generale di Confcommercio Lecco, Alberto Riva, osserva che «non c’è l’obbligo di assicurarsi, ma se non lo si fa il dato può essere considerato in negativo ad esempio quando un’azienda chiede accesso a finanziamenti bancari, perché aumenta la rischiosità generale dell’impresa». Riva fa sapere che sulla questione Confcommercio nazionale ha siglato una convenzione con Assicurazioni Generali, con premi ridotti per gli associati: «Insieme all’invito di rivolgersi alla propria assicurazione che verosimilmente ha già delle opzioni da offrire ai clienti, abbiamo informato i nostri iscritti della possibilità di aderire a convenzioni che prevedono costi molto competitivi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA