
Olimpiadi 2026, «una grande occasione
per la provincia di Sondrio»
Sala dell’Unitre Sondrio affollata per una lezione aperta dell’ingegner Sergio Schena, consigliere d’amministrazione della Fondazione Milano-Cortina 2026, sul tema “Olimpiadi 2026: quale ruolo per la Valtellina”
Sondrio
Sala dell’Unitre Sondrio affollata per una lezione aperta dell’ingegner Sergio Schena, sul tema “Olimpiadi 2026: quale ruolo per la Valtellina”. D’altro canto Schena, consigliere d’amministrazione della Fondazione Milano-Cortina 2026, professionista dalle grandi capacità di ascolto e condivisione e soprattutto dotato di quella sintesi pragmatica che viene al nocciolo delle questioni con approccio positivo e propositivo, è subito entrato nel merito del fermento popolare che si autoalimenta quando un’organizzazione capillare e così complessa come le Olimpiadi pare già alle porte. «Prepararsi per tempo è l’imperativo d’obbligo con 200 Paesi al mondo che seguiranno in mondovisione l’avventura invernale del 2026. – ha esordito Schena - E, dopo il tempo delle grandi decisioni che sono già state prese, è tempo di correre per stare nei tempi, anche se si respira un clima di grande fiducia». Un’iniezione di vitalità e di ottimismo per la nostra Valle che si appresta con una solida macchina organizzativa a preparare il terreno e la logistica sul campo, conscia del fatto che 1/3 delle medaglie olimpiche saranno amministrate sulle nostre montagne.
Ma cosa rappresenta veramente un’Olimpiade per il nostro territorio? Certamente sarà un mega evento dell’intera provincia che si fa portatrice di bellezza e valori perché, sia pur con un minor esborso economico, la “Milano-Cortina” dispenserà grandi benefici con una ricaduta a lungo termine legata alla visibilità e ad una credibilità sorretta da una sostenibilità economica e ambientale. Certamente alto lo standard dell’accoglienza e dell’ospitalità alberghiera, ma soprattutto eccellente mostrare anche il proprio volto enogastronomico con una sontuosa offerta di un parco vinicolo di prim’ordine e una gastronomia unica come immagine stessa del territorio. Tutto ruota attorno ai grandi eventi, ma poiché tutto si muoverà su rotaia, si punta su una percorrenza dei treni Milano-Tirano in due ore. Un sogno? «Certo, con i lavori in corso c’è da soffrire ancora un po’ - sostiene Schena - ma i benefici legati a maxi-obbiettivi strategici saranno evidenti sull’intero indotto grazie ad una maggiore reputazione e ad una visibilità mondiale che metterà in luce le competenze locali organizzative, ma la cosa più importante per noi è ritrovarsi insieme sotto il marchio Valtellina in tutti i comparti soprattutto nel campo della sostenibilità e l’avanguardia dell’innovazione. Non sono i numeri che ci interessano (a Natale e capodanno in Alta Valle forse avremo una maggiore affluenza) ma la qualità di un evento iconico che ci permetterà di gestire al meglio la sicurezza e l’immagine».
Per l’ospitalità l’asse si allarga da Livigno a Colico, e tutte le località provinciali avranno un ruolo. Se non diretto nelle gare dove Livigno e Bormio la faranno da padroni, anche Aprica, Santa Caterina, Albosaggia, Madesimo, Valmalenco, faranno la loro parte, magari per gli allenamenti degli atleti. A raffica le domande sull’argomento a cui Schena risponde garbatamente in modo esaustivo. Anzitutto il connubio “Milano- Cortina” che parrebbe aver estromessa o spodestata la Valtellina, ma tutto si è consumato nella mancata adesione ab origine della vicina Svizzera, con pentimento del poi, mentre l’altro nodo della viabilità non rientra nelle competenze della Fondazione Milano-Cortina anche se pare che tutto filerà liscio e in tempo, anche se sul filo del rasoio. Non resta dunque, che aspettare e affidarsi con fiducia a chi da tempo lavora alacremente per un evento che non vuole cambiare niente per cambiare tutto. La tradizione che cavalca l’innovazione.
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