I sindaci dell’Alta Valle dalla parte della Popolare di Sondrio

L’ Alta Valle olimpica si schiera, anche nell’ottica della competizione a cinque cerchi, a favore dell’autonomia e dell’indipendenza dell’istituto bancario

Alta Valle

La banca Popolare di Sondrio rappresenta il passato, il presente e, ci si augura, anche il futuro di tante famiglie ed imprese dell’Alta Valle, un’ Alta Valle olimpica che si schiera, anche nell’ottica della competizione a cinque cerchi, a favore dell’autonomia e dell’indipendenza dell’istituto bancario. Ne sono certi i sindaci del comprensorio, unanimemente preoccupati per il futuro dell’istituto bancario a fronte dell’offerta pubblica di scambio di Bper su Banca popolare di Sondrio che «ha rappresentato per molti – ha evidenziato il sindaco di Livigno Remo Galli - un pilastro sul quale costruire un futuro, un futuro positivo. Credo che la banca Popolare faccia parte della nostra identità e credo che, come territorio, sia fondamentale difendere la propria identità per costruire un futuro migliore».

«La Popolare di Sondrio – ha rilevato il sindaco di Valfurva Luca Bellotti - rappresenta la Valtellina con tutti i sacrifici dei valtellinesi che hanno permesso a questa banca di espandersi ed arrivare a dei numeri che abbiamo visto anche nell’ultimo bilancio, numeri eccelsi che ne fanno un gioiellino del sistema bancario italiano. L’attuale situazione - ha sottolineato - porta preoccupazione e dobbiamo riflettere se queste forme di aggregazione prospettate siano giuste perché l’ identificazione di un territorio in una banca (non essendoci più il Credito Valtellinese ndr.) significa parlare dello sviluppo del medesimo. Non bisogna perdere quella peculiarità che è la territorialità a discapito sia dei dipendenti che dell’evoluzione del territorio: l’auspicio è che la banca rimanga indipendente, perché ha la forza per rimanere indipendente. Come amministratori pubblici ci auguriamo che ci sia una riflessione che vada oltre i semplici numeri ma vada a capire e a comprendere che cosa significhi banca Popolare di Sondrio e che cosa significhi per i valtellinesi».

Dal canto suo Alessandro Pedrini, primo cittadino di Valdisotto, ha evidenziato «il pieno sostegno all’azione che il consiglio amministrazione della banca Popolare ha dato cioè di credere nell’autonomia della banca. Come sindaco sottolineo l’appoggio all’azione che fino adesso hanno portato avanti sia il consiglio di amministrazione della banca Popolare che il comitato per l’autonomia e l’indipendenza della banca Popolare che si è espresso contrario all’offerta pubblica di scambio».

Ha altresì ricordato come l’istituto bancario «ha più di 150 anni ed ha sempre svolto egregiamente un sostegno alle aziende, alle famiglie e anche alle istituzioni, di fatto a tutto il territorio: è un fiore all’occhiello della provincia di Sondrio che poi è stato esportato anche fuori regione e, da questo punto di vista, l’azione prevista andrebbe solo a distruggere e non a creare valore».

Per il sindaco di Valdidentro Massimiliano Trabucchi «l’operazione messa in campo da Bper nei confronti della Popolare di Sondrio è vista con molta attenzione e preoccupazione da parte delle amministrazioni locali. Questo perché, da sempre, la Popolare di Sondrio è uno degli attori principali nell’economia della nostra provincia e rappresenta sicuramente un partner per la stragrande maggioranza delle attività economiche; sicuramente il timore che questa partnership consolidata possa venire meno nel prossimo futuro rappresenta una grossa preoccupazione».

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