I dazi americani scuotono l’industria. Campanari: «Servono azioni straordinarie»

Lecco

L’introduzione dei nuovi dazi americani del 25% sta scuotendo il panorama economico internazionale, con ripercussioni che toccano direttamente anche il sistema produttivo italiano e locale. Per Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, la risposta non può limitarsi alla protesta contro le nuove tariffe: è necessario un intervento strategico dell’Unione Europea per rafforzare la propria economia interna e ridurre le dipendenze esterne.

«Stiamo certamente vivendo un momento straordinario che richiede azioni straordinarie – commenta - Quanto fatto dagli USA lo è, ma non dimentichiamo che è sempre bene usare la logica ed inquadrare e ricordare i fatti e la realtà delle cose. Perché le cose non succedono per caso. I fatti, in questo caso, dicono che si tratta di una decisione - ovviamente legittima, seppur per noi sgradita e dannosa -, arrivata dopo anni ed anni in cui l’UE, incurante della possibile reazione che ora infatti è arrivata, ha manipolato alcune leve macroeconomiche, combinando un gigantesco surplus commerciale (creato per la più parte dalla Germania) con una pesante svalutazione competitiva dell’euro che si è svalutato di circa il 26% rispetto al dollaro dal 2008 ad oggi», prosegue.

Per Campanari, senza prendere coscienza di questo, non si può inquadrare quanto sta succedendo. «Detto questo, il mercato americano vale circa il 10% del totale dell’export italiano, con un surplus importante. È più che auspicabile che il nostro governo si attivi per avviare un negoziato con Washington sui dazi imposti ieri da Donald Trump – evidenzia - Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mercato unico europeo dovrebbe per sua stessa natura rappresentare l’antidoto ideale a shock esterni della domanda come questo, e la risposta europea dovrebbe soprattutto concentrarsi sulla crescita dell’economia interna. È importante dunque che l’Europa, e soprattutto la Germania, faccia una cosa inedita e che fino ad ora non è purtroppo mai avvenuta: dia il via ad un sostanzioso ciclo di investimenti e lasci spazio e modo agli stati membri di sostenere la domanda interna, per costituire una robusta alternativa al mercato americano. Concordo pienamente con quanto sostenuto ieri dal presidente Orsini – sottolinea Campanari - soprattutto laddove sottolinea come l’UE debba soprattutto puntare alla riduzione di oneri al suo interno, attraverso un piano straordinario che preveda una forte sburocratizzazione, massicci investimenti (purtroppo ora emerge chiaramente il fallimento delle assurde politiche di austerity che hanno condotto i Paesi dell’UE a questo punto), e scelte strategiche più lungimiranti in campo energetico».

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