Frantoio provinciale di Sondrio, a breve
l’appalto, vicina la realizzazione

l permesso di costruzione è già acquisito. La struttura sarà eretta sul lato ovest della Fondazione Fojanini. Baruffi: «Grazie alla Provincia per averci creduto»

Sondrio

Il permesso di costruzione è già stato acquisito e ritirato dal Comune di Sondrio, la gara d’appalto è in fase di predisposizione e a breve partiranno i lavori. Sorgerà sul lato ovest della sede della Fondazione Fojanini, esattamente sul lato opposto rispetto ai nuovi laboratori dell’Its Academy agroalimentare, il nuovo frantoio provinciale, risposta alla richiesta pressante di un settore in grande, grandissima crescita come quello dell’olivocultura. Grazie all’impegno del consiglio di amministrazione della Fondazione Fojanini presieduto da Fernando Baruffi, le promesse saranno presto concretizzate, evitando così agli agricoltori valtellinesi le trasferte in provincia di Como e Lecco, a Bellano in particolare, sul lago d’Iseo e nella Bergamasca e favorendo, al tempo stesso, l’ulteriore sviluppo del comparto, che dagli anni Novanta ad oggi si è ampliato sia in termini numerici - un migliaio di piante nuove messe a dimora ogni anno per una presenza di circa quindicimila piante e una produzione annuale superiore ai mille quintali - che di qualità.

«In Valtellina nascono grandi oli che non hanno nulla in meno rispetto a quelli del resto d’Italia - sottolineano i tecnici della Fojanini -. L’unica differenza sta nelle rese, un po’ più basse e nella fatica, di molto superiore rispetto ad altri areali olivicoli visto che noi lavoriamo sui terrazzamenti». Il frantoio sarà una struttura nuova con apparecchiature all’avanguardia e consentirà di completare la filiera. Partito con una previsione di spesa di 300mila euro, il progetto, a cura del geometra Gianluigi Battaglia, avrà un costo stimato di 700mila euro, comprensivo di tutte le attrezzature, coperto grazie ai fondi dell’Aqst provinciale.

«Non possiamo che ringraziare la Provincia per aver creduto a questa iniziativa, che va a vantaggio di tutto il territorio - dice il presidente della Fojanini, Baruffi -. Per la progettazione della struttura abbiamo seguito tutti i dettami ambientali. A brevissimo partiremo con l’appalto per la realizzazione del frantoio e per le forniture con l’idea di bruciare i tempi e arrivare a spremere le prime olive “in casa” già dalla prossima stagione. Un premio per tutti i nostri agricoltori che ce lo chiedono da tempo e che producono un olio di elevata qualità». Un olio extravergine di oliva prodotto per lo più nella Bassa e Media valle - queste sono le zone più vocate - diviso in fruttato medio e fruttato leggero con note tendenzialmente erbacee. La viticoltura in Valtellina partita come una sfida e per lo più come un hobby una trentina d’anni fa, negli ultimi anni ha visto il progressivo aumento della produzione e dunque della necessità di commercializzare l’olio. «La presenza del frantoio in Valle - ricorda Baruffi dovrebbe consentire di diminuire i costi a carico dei coltivatori. Ma non solo. Come Fondazione siamo molto attenti a questa coltura che consente di recuperare terreni di cui altrimenti nessuno si sarebbe occupato o anche vigneti dismessi. E sappiamo da un punto di vista del rischio idrogeologico e della sicurezza quanto sia importante prendersi cura del territorio attraverso il prezioso presidio degli agricoltori». L’anno scorso alla sesta edizione del concorso promosso dalla Comunità montana di Morbegno e allargato all’intera provincia hanno partecipato 52 produttori.

La realizzazione del frantoio, così come quello dei laboratori dell’Its, sull’altro lato della sede della Fondazione è possibile - ed è lo stesso presidente Baruffi a sottolinearlo grazie alla sintonia e alla collaborazione tra i membri del consiglio di amministrazione della Fojanini, ovvero Gianpaolo Mottarelli, Daniele Moroni, Marco Bonat e Sergio Rota, insieme al direttore tecnico Sonia Mancini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA