Economia, sindacati preoccupati per i dazi statunitensi

Uil: «È essenziale che il Governo e l’Unione Europea adottino strategie di tutela»

Lecco

Le esportazioni nazionali e regionali sono in ripresa ma i sindacati sono preoccupati per i pesanti effetti sull’occupazione attesi a causa dei dazi imposti dal Governo statunitense sulle esportazioni europee, e quindi italiane, verso gli Usa. Un mercato, questo, verso il quale secondo l’ultimo dato annuale Istat disponibile per Lecco (2023), le imprese locali hanno esportano merci e servizi per quasi mezzo miliardo di euro (472 milioni), sebbene nei primi 9 mesi del 2024 le esportazioni dalla provincia segnino un -2,5%.

A preoccupare sono anche gli effetti indiretti dei dazi imposti dagli Usa alla Cina, che dirotterà ulteriormente in Europa le proprie vendite con ricadute sulla competitività delle imprese europee e relative conseguenze sull’occupazione.

Perciò la Uil Lombardia chiede al Governo e all’Unione Europea di intervenire rapidamente con misure di tutela per imprese e lavoratori. In una nota il sindacato mette in fila i dati sull’export delle diverse province lombarde elaborati dal Dipartimento Mercato del Lavoro della Uil regionale sulla base di dati Unioncamere Lombardia. Nel primo trimestre 2024 le imprese delle province lombarde hanno esportato nel mondo merci e servizi per un valore di 40,3 miliardi di euro (-3,4% sul 2023), con l’aggiunta di 41,9 miliardi nel secondo trimestre (+0,1%) e di 38,8 miliardi nel terzo (+1,4%). Nonostante il miglioramento, “il saldo commerciale regionale resta negativo a causa della crescita delle importazioni, trainata dall’aumento della domanda interna di beni tecnologici, materie prime e prodotti chimici”.

In valori assoluti le esportazioni lecchesi nel mondo (dati Istat) nei primi 9 mesi totalizzano circa 4,378 miliardi di euro, contro i 4,435 miliardi dello stesso periodo del 2023: oltre 56 milioni di euro in meno (-1,27%).

Per quanto riguarda le vendite negli Usa, lo studio della Uil spiega che la Lombardia nei primi tre trimestri 2024 ha esportato per un valore di 5,8 miliardi di euro (+3,2% rispetto al 2023), soprattutto in macchinari e apparecchiature (2,1 miliardi di euro), prodotti chimici e farmaceutici (1,3 miliardi), automotive e mezzi di trasporto (0,9 miliardi), prodotti alimentari (0,8 miliardi) e computer ed elettronica (0,7 miliardi).

«Se da un lato il 2024 mostra segnali di stabilità – sottolinea il segretario confederale Uil Lombardia Salvatore Monteduro – dall’altro il 2025 potrebbe essere fortemente penalizzato dalla guerra commerciale sui dazi doganali annunciata dal presidente Trump. Le nostre imprese esportatrici, in particolare nei settori dei macchinari, dell’automotive e della chimica, rischiano di subire contraccolpi significativi. È essenziale che il Governo e l’Unione Europea adottino strategie di tutela. Una contrazione delle vendite all’estero impatta direttamente sul mercato del lavoro e sul sistema produttivo. Servono politiche di sostegno all’economia interna con investimenti mirati per la transizione industriale, incentivi all’innovazione e un potenziamento delle politiche attive per la riqualificazione dei lavoratori».

Sul fronte lecchese a dirsi “molto preoccupato” per gli effetti dei dazi è Dario Esposito, coordinatore della Uil Lario: «Un 2,5%% in meno nell’export non è ancora un numero da crisi, ma ci dà la misura di come il rallentamento sia qualcosa su cui intervenire immediatamente per evitare che la crisi diventi insostenibile. Non dimentichiamo il costo energetico che aumenta sempre più e i dazi che gli USA intendono mettere sull’Europa. Crediamo che diversi temi sul tavolo debbano essere approfonditi e condivisi per concretizzare una incisiva politica attiva per il lavoro rilanciando un Piano Industriale Europeo».

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