Acciaio, brusca frenata per l’export ma Lecco fa meglio della media nazionale

Lecco

«La frenata delle esportazioni di Lecco è stata leggermente inferiore rispetto alla media nazionale, con una contrazione del 7,8% rispetto al 2023 contro il -10,0% dell’Italia. Anche il confronto tra Lecco e le prime 10 province italiane per export appare positivo (-7,8% contro il -9,2% della top ten), tanto che la quota di mercato appannaggio delle esportazioni lecchesi è salita leggermente nell’ultimo anno, passando dal 4,4% nazionale al 4,5%». E’ la sintesi di Stefano Ferrari, responsabile dell’ufficio studi di Siderweb, relativa alle esportazioni lecchesi di acciaio nel quadro dei dati generali che, riferiti all’Italia, nel 2024 vedono un’altra battuta di arresto, con una perdita nazionale del 10% di export di acciaio che include prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti di prima trasformazione. A livello nazionali si è scesi da un valore di 23,2 miliardi a 20,9 miliardi di euro, dopo due anni consecutivi di crescita seguiti al crollo del 2020 (-20% nel 2020, +51,7% nel 2021 e +23,8% nel 2022). A determinare la discesa dei valori esportati c’è anche il progressivo calo delle quotazioni.

Le elaborazioni dei dati realizzata da Siderweb su base Istat mostra che «Lecco nel 2024 ha esportato prodotti siderurgici, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio per un controvalore complessivo di 950,6 milioni di euro. La provincia – afferma Ferrari - è risultata l’ottava d’Italia per export (stessa posizione anche nel 2023) e la sesta in Lombardia, coprendo una quota di mercato sul totale nazionale del 4,5%».

La categoria di prodotti più esportata da Lecco è quella dei prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (41,3% del totale), seguiti dai tubi (40,5%) e dai prodotti della siderurgia (18,2%). Le esportazioni lecchesi avvengono soprattutto in Unione europea (590,7 milioni di euro nel 2024, con una quota di mercato del 62,1%). «L’anno scorso, però, - aggiunge Ferrari - le vendite nei Paesi extra Ue hanno tenuto notevolmente (-0,1% contro il -12,0% dell’Ue), recuperando quindi quota di mercato sul totale dell’export di Lecco e salendo dal 37,9% dal 34,9% del 2023».

Prendendo in considerazione i singoli Paesi acquirenti di materiale lecchese, al primo posto si conferma la Germania con importazioni per 136,1 milioni di euro (-19,4% con una quota di mercato del 14,3%), seguita da Francia (126,9 milioni di euro, -17,4%), Polonia (70,1 milioni di euro, -5,0%), Arabia Saudita (66,1 milioni di euro, -0,3%), Repubblica Ceca (39,7 milioni di euro, +5,6%), Spagna (38,7 milioni di euro, -2,9%), Austria (31,4 milioni di euro, +20,0%), Regno Unito (26,2 milioni di euro, +2,1%), Svizzera (26,1 milioni di euro, -17,1%) e Paesi Bassi (25,5 milioni di euro, -26,9%). I primi 10 acquirenti di materiale prodotto a Lecco coprono una quota di mercato del 61,8%.

Guardando ai dati per provincia, si rileva che i primi 20 poli siderurgici nazionali hanno esportato acciaio per 17,4 miliardi di euro, con una quota di mercato dell’83% e una diminuzione leggermente superiore al totale nazionale (-10,3%). La top 10, entro cui c’è dunque anche Lecco e, comunque, con netta predominanza delle province lombarde, ha fatto registrare un andamento lievemente migliore: -9,2% con una quota del 64,3%.

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